Stai investendo in agricoltura al Sud e non sai se stai lasciando soldi sul tavolo? Probabilmente sì.
La ZES Unica Agricoltura è uno degli incentivi fiscali più concreti disponibili oggi per chi produce, coltiva o alleva nel Mezzogiorno. Non è un sussidio, non è un bando a punteggio: è un credito d’imposta diretto sugli investimenti che fai in azienda. E nel 2026 è più ricco che mai.
Cos’è la ZES Unica e perché è nata
ZES sta per Zona Economica Speciale. L’idea è semplice: lo Stato vuole attirare investimenti nelle regioni del Sud, e per farlo offre condizioni fiscali agevolate alle imprese che operano in quelle aree.
Dal 1° gennaio 2024 le vecchie 8 ZES regionali sono state unificate in un’unica zona: la ZES Unica per il Mezzogiorno, che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Di recente sono state incluse anche Marche e Umbria.
Il vantaggio principale? Un credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali. Compri macchinari, attrezzature o strutture produttive nuove, e una parte di quella spesa te la recuperi come sconto sulle tasse.
ZES Agricoltura: una misura dedicata al settore primario

Accanto alla ZES generale, esiste una versione specifica per l’agricoltura, pensata per tenere conto dei tempi e dei margini diversi del settore rispetto all’industria.
Chi può accedervi:
- Imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli
- Imprese del settore forestale
- Micro, piccole e medie imprese di pesca e acquacoltura
La forma giuridica non conta: ditte individuali, società, cooperative. L’importante è che l’attività sia effettivamente svolta in una regione della ZES Unica.
Cosa si può comprare (e cosa no)
Gli investimenti ammissibili riguardano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive esistenti o di nuova realizzazione:
- Macchinari agricoli nuovi
- Impianti e attrezzature (incluse serre e strutture produttive)
- Immobili strumentali (costruzione o ampliamento), fino al 50% dell’investimento complessivo
- Terreni, fino al 10% del valore totale
- Acquisti anche tramite leasing finanziario
Soglia minima: 50.000 euro — molto più accessibile rispetto ai 200.000 euro della ZES generale.
Una serra nuova destinata alla produzione? Potenzialmente ammissibile. Un capannone per ammodernare la struttura aziendale? Anche. Un furgone per le consegne? No. Il confronto con un commercialista esperto di finanza agevolata è sempre il primo passo.
Quanto vale il credito d’imposta nel 2026
Il credito non è fisso: dipende dalle risorse disponibili e da quante imprese presentano domanda. Per il 2026, con un fondo dedicato di 50 milioni di euro per la sola ZES Agricoltura, le percentuali riconosciute dall’Agenzia delle Entrate sono:
- ~58,78% dell’investimento ammissibile per micro, piccole e medie imprese
- ~58,61% per le grandi imprese
Esempio concreto: investi 100.000 euro in una nuova struttura produttiva. Recuperi circa 58.780 euro come credito d’imposta, usabile in compensazione F24.
Le percentuali massime teoriche arrivano al 65% (fino all’80% per investimenti con finalità ambientali o climatiche), ma vengono ridotte proporzionalmente se le domande superano il budget. Il credito è cumulabile con aiuti de minimis e con il credito Transizione 5.0.
Il credito è cumulabile con aiuti de minimis e con il credito Transizione 5.0. Se ti interessa capire come le normative europee stanno ridisegnando le regole per le imprese agricole italiane, leggi anche il nostro articolo sul CBAM e cosa significa per le aziende del settore.
Come fare domanda: la procedura passo per passo

La procedura è interamente telematica, gestita dall’Agenzia delle Entrate. Per il 2026 le tappe sono:
- Comunicazione preventiva — dal 31 marzo al 30 maggio 2026, tramite il software ZESUNICAAGRICOLA2026 (gratuito sul sito dell’Agenzia delle Entrate), indicando le spese già sostenute e quelle previste fino al 15 novembre 2026.
- Investimento — da completare entro il 15 novembre 2026.
- Comunicazione consuntiva — dal 20 novembre al 2 dicembre 2026, per attestare le spese effettivamente sostenute.
- Comunicazione finale — dal 3 al 17 gennaio 2027, a pena di decadenza dal beneficio.
La spesa deve essere certificata da un revisore legale dei conti iscritto alla Sezione A dell’apposito registro.
Perché è rilevante per chi lavora con serre e strutture agricole
Se stai pianificando di ampliare o costruire una struttura produttiva al Sud — una serra professionale, un impianto, una nuova area di coltivazione — questo incentivo può coprire oltre la metà del costo.
Per valutare quali soluzioni rientrano tra i beni strumentali agevolabili puoi esplorare le serre agricole professionali su Tuttoserre.it o approfondire accessori e componenti per strutture esistenti su Greenserre.it.
In sintesi
La ZES Unica Agricoltura non è una promessa vaga. È un rimborso fiscale reale su investimenti reali. Il 2026 è l’anno con più budget disponibile — il fondo scende negli anni successivi. Chi vuole investire ha interesse a muoversi adesso.
Questo articolo ha scopo informativo. Per accedere all’agevolazione è necessario rivolgersi a un commercialista o consulente esperto di finanza agevolata.
